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Il matrimonio in Municipio è decisamente meno formale. Si svolge in una sala comunale e viene celebrato dal Sindaco o da un suo delegato pubblico ufficiale. Anche in questo caso ci saranno i testimoni che parteciperanno alla firma dell’atto di unione.

Gli sposi spesso richiedono l’accesso al Comune dalla porta principale anche per questioni di rappresentatività e anche perciò gli sposi dovranno accertarsi che la data non coincida con un periodo elettorale. Per sposarsi in Municipio non di residenza è necessario aver richiesto l’autorizzazione al Comune di residenza.

La cerimonia prevede un abbigliamento sobrio ma elegante dove spesso emerge l’abito con tinte leggere della sposa ma anche il consueto abito bianco senza però il velo mentre lo sposo è spesso vestito con abito scuro. Per quanto riguarda l’officiante del matrimonio una grande novità è stata introdotta nel 2000 dal DPR 396 che recita “per la celebrazione del matrimoniale funzioni di pubblico ufficiale civile possono essere delegate anche ai cittadini italiani che hanno i requisiti per le elezioni a consigliere comunale”, ovvero a chiunque sia in possesso dei diritti civili; ne consegue che a celebrare possa essere anche un amico della sposa o dello sposo o di entrambi delegato dal Sindaco.

Non possono essere designati tra questi nonni, genitori o figli mentre lo possono essere fratelli e cugini. Basterà comunicare all’impiegato del Comune, nel momento in cui si va per le pubblicazioni, l’intenzione di avvalersi di questa legge. Il celebrante designato dovrà recarsi negli uffici alcuni giorni prima per la firma dei documenti, mentre in seguito riceverà il plico contenente il testo del codice civile da leggere durante la cerimonia. Spesso si è costretti alla cerimonia civile come nel caso di uno dei due coniugi già divorziati e senza l’ottenimento della nullità del matrimonio precedente.

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